Novità in libreria – [Santa degli impossibili – Daria Bignardi]

Da oggi, in tutte le librerie, troverete il nuovo libro di Daria Bignardi, Santa degli impossibili.

11119525_10152979682278737_1554715184208940921_n“Ho sempre pensato che a Milano sto bene, che è un posto da combattenti, da apolidi, una legione straniera. Che non saprei dove altro vivere. Ho fatto tutto qui: università, figli, matrimonio, lavoro. Milano mi somiglia. Parla poco, non ha tempo, sembra che non si affezioni a nessuno, ma non è così. Milano è come me, va di fretta e cerca di fare tutto meglio che può, nonostante se stessa.” Mila è stata una bambina amata e luminosa, una ragazza solitaria: oggi è la moglie di Paolo e la madre di Maddi e dei gemelli, una donna che ha perso il filo del suo destino. Un giorno cede a un impulso segreto, e si ritrova in ospedale. Qui incontra Annamaria, un’insegnante laica che, come le suore, ha fatto voto di povertà, castità e obbedienza. Tramite lei Mila torna in contatto con una figura straordinaria della sua infanzia, santa Rita, la santa degli impossibili, che ha attraversato i secoli con la forza della sua testimonianza: quella di una donna che – a nome di tutte le donne – riuscì a volare oltre ogni ostacolo grazie alla potenza magica di una passione inestinguibile. Attraverso un racconto asciutto e raccolto, Daria Bignardi dà vita a un personaggio inquieto, pieno di contraddizioni, segnato da un bisogno di trascendenza inespresso eppure capace di cogliere l’amore del mondo che silenziosamente ci può salvare.

Potete acquistarlo QUI anche in ebook

Nota dell’autrice: Santa degli impossibili viene da lontano. L’ho cominciato cinque anni fa: avevo in mente la storia di una donna che vive a Milano e si sente sola nonostante tre figli, un marito e il lavoro. Una che cammina in fretta ma gli altri li osserva, che cerca i segni delle stagioni guardando gli alberi e i prati di città , che si butta nelle cose ma sembra sempre da un’altra parte, anche a se stessa. Da ragazza a Mila piacevano gli animali. Ora è attratta dai derelitti: detenuti, anziani, extracomunitari. Forse si sente più vicina a loro che a suo marito.
La storia di Mila, che allora non aveva nome, divenne un piccolo racconto che fu pubblicato dal Corriere della Sera. Dopo, scrissi un romanzo, L’Acustica perfetta, dove Sara le rubò un po’ di inquietudine. E poi, a settembre di quest’anno, l’incontro che mi ha fatto capire a fondo Mila: quello con una preghiera a santa Rita, la santa degli impossibili e delle cause disperate. Ho letto la sua storia e capito cosa mancava a Mila, cosa aveva lasciato indietro e perché si era ammalata: questo me l’ha spiegato soprattutto rileggere James Hillman. E in altri sei mesi ho finalmente finito.
Non mi sono convertita, anche perché non sono mai stata atea: da bambina parlavo direttamente con Gesù Cristo, ci capivamo pure, lui ed io. Poi ho letto Plotino, Marx e Nietzsche, e mi sono sembrati ragionevoli. E poi Jung, ancor più ragionevole di Freud. 
Ci ho messo cinque anni a scrivere queste cento pagine e mi sono serviti tutti. Ho scoperto ogni giorno qualcosa, cambiato punti e virgola e spazi fino al momento in cui Santa degli impossibili è andato in stampa, meno di un mese fa. Non ha dediche perché è dedicato a voi che sapete di avere un destino e un’anima, da qualche parte, in mezzo al caos.

bignardi-daria-Daria Bignardi è nata a Ferrara il 14 febbraio del 1961. Dopo aver conseguito il diploma di maturità presso il liceo classico Ludovico Ariosto di Ferrara, si sposta a Bologna dove si iscrive al corso di laurea in Discipline delle Arti, della Musica e dello Spettacolo (DAMS) dell’Università di Bologna. Tuttavia la sua permanenza a Bologna dura solamente un anno in quanto decide di abbandonare gli studi a causa dell’incompatibilità con l’ambiente universitario, a suo parere caratterizzato da una trasgressione fittizia e costruita. Dal 1984 è a Milano, dove inizia a lavorare nel settore dell’editoria. Prima è alla redazione di Panorama, poi, nel 1988 passa a Chorus, mensile di Leonardo Mondadori. Nel settore televisivo ha lavorato come giornalista presso la RAI, prima a Rai3 , nel programma “Milano, Italia” e poi a Rai2, nel programma culturale “Punto e a Capo”. Nel 1995 passa a Canale 5, dove conduce “A tutto volume” e poi, nel 1996 e 1997 “Corto Circuito”. Nel 1997 nasce il figlio Ludovico, frutto del matrimonio con Nicola Manzoni, un insegnante di filosofia. Dopo il divorzio, si è risposata nel 2004 con il giornalista Luca Sofri, da cui ha avuto una bambina, Emilia. Dal 1998 al 2001 conduce “Tempi Moderni” su Italia 1. E’ stata la conduttrice della prima edizione de “Il grande fratello” (2000). Nel 2002 è direttrice del mensile “Donna”. Nel 2004 conduce “Le invasioni barbariche” su LA 7, dove tornerà nel 2010, dopo un periodo trascorso a Radio Deejay e alla RAI, dove conduce “L’era glaciale”. E’ autrice di alcuni romanzi, il primo dei quali “Non vi lascerò orfani” (2009) è autobiografico.

Della stessa autrice:

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