Mia Martini. 20 anni dopo

“12 maggio 1995: Mimì muore nella sua casa. È sola, in testa ha le cuffie del walkman. “Era serena”, scriveranno. Aveva vissuto sui palchi, si era isolata, tra estremi, senza compromessi. Vittima delle malelingue, sostenuta dagli amici come Renato Zero e dalla sorella Loredana, stimata dai colleghi Fossati, Mina, De André. Storia di una voce che l’Italia non ha mai smesso di  amare”.

di Carmine Saviano (Repubblica)

Per commemorare il ventesimo anniversario della morte di Mia Martini, raccolgo in questo articolo tutti i libri che sono stati scritti su questa magnifica artista.

  • Mi chiamo... di Aldo NoveMia Martini racconta, in prima persona, la sua travagliata esistenza poche ore prima di morire. Da quel letto di uno squallido appartamento di un piccolo paese della provincia di Varese, dove cercava di fuggire dalle dicerie infamanti che la perseguitavano e da cui non si è mai più ripresa. Aldo Nove, con un linguaggio secco e poetico, ripercorre la vita di una grande e sempre più popolare artista, amata in tutto il mondo eppure odiata da uno star system che ne ha fatto un capro espiatorio. “Mi chiamo…” è, volta in narrativa, la voce di una cantante che ha voluto abbracciare il mondo intero con la sua arte e che il destino ha reso per sempre infelice, per sempre famosa, per sempre grande.

 

  • Mia Martini. L’ultima occasione per vivere di Menico Caroli e Guido Harari“L’ultima occasione per vivere” è il grido di vita di Mia Martini, unica, indimenticata “Lady Soul” della musica italiana, per gli amici e i fan più semplicemente Mimì. Alla vigilia del quindicesimo anniversario della scomparsa, questo libro compone il ritratto di una personalità appassionata e controversa, di un’artista ingiustamente bollata come “ingovernabile”, tra solitudini feroci e trionfi mozzafiato, esili metafisici e ancora nuove e più ardite risalite, fino al silenzio dell’anima. Menico Caroli, artefice di una fortunata serie di CD e DVD su Mimì ricchi di inediti, e il fotografo Guido Harari, che di lei fu amico e collaboratore, nonché autore di alcune fra le sue copertine più fortunate, hanno costruito un racconto per parole e immagini, arricchito dalla viva voce di Mimi e da testimonianze di amici, musicisti e familiari, in nome di un lavoro di “archeologia del rispetto” che trasporta, come mai prima d’ora, nel cuore della storia più vera di Mia Martini.

 

  • Mia Martini. La regina senza trono di Pippo AuglieraIl libro è un omaggio a una tra le più amate ed applaudite interpreti delle ultime generazioni. Il filo rosso è rappresentato dal rapporto che Mia Martini aveva instaurato con il suo club ufficiale attraverso incontri ed interviste rilasciate in esclusiva. Il tutto è arricchito dalle dichiarazioni e dai commenti di alcuni tra i suoi collaboratori ed amici. Ne emerge una personalità tormentata, complessa, soprattutto addolorata a causa degli sciocchi pregiudizi nei suoi confronti. “La regina senza trono” è il titolo che la cantante aveva scelto per l’album che desiderava dedicare alla Luna. Purtoppo non c’è stato il tempo… Il volume, illustrato, contiene documenti e lettere autografe dell’artista.

  • Mia Martini. La voce dentro di Pippo AuglieraPippo Augliera, alla sua seconda prova su Mimì – aveva già pubblicato nel 2005, Mia Martini – La Regina senza trono edito da Guida – fondatore dell’unico Fans club ufficiale Chez Mimì che la cantante autorizzò quando era ancora in vita, ci accompagna in un nuovo viaggio editoriale grazie al quale possiamo conoscere nuovi volti di una Mimì faccia a faccia col suo legame con Napoli, con la spiritualità, con l’infamante maldicenza che la voleva portatrice di sventure. La donna e l’artista si fondono in un ritratto inedito che mette in risalto il suo aspetto di cantautrice, il risveglio della coscienza femminile, il suo rapporto con Ivano Fossati, il parallelo con la grande Mina, la sua reazione al mobbing ricevuto dagli addetti ai lavori. Questo nuovo libro continua e sviluppa temi nel precedente volume appena accennati, il tutto impreziosito da testimonianze di amici, colleghi, collaboratori, musicisti ed autori.

 

  • Mia Martini. Almeno tu nell’universo di Salvatore CoccolutoDai primi passi nel difficile mondo della musica ai successi indimenticabili degli anni Settanta, all’abbandono delle scene degli anni Ottanta, per poi tornare con la splendida “Almeno tu nell’universo” presentata sul palco di Sanremo in una esibizione da brividi. E ancora la riconciliazione con la sorella Loredana, la carriera in ascesa e poi la morte improvvisa, tragica, assurda. Un racconto commovente e documentato anche con interviste esclusive, che ripercorre la carriera musicale nel dettaglio e in parallelo le vicende familiari e private che tanto hanno influito sulla profondità espressiva di un’interprete eccezionale. Un talento riconosciuto e amato nel mondo, che in Italia non ha potuto esprimersi pienamente a causa di una maligna diceria. Vent’anni sono trascorsi senza Mimì, ma la sua voce continua a cantare e a emozionare. Con interviste esclusive a Enzo Gragnaniello, Mimmo Cavallo, Adriano Aragozzini, Gianni Sanjust, Leda Bertè.

 

  • La mia Mimì. Il mio viaggio con Mia Martini di Giorgio NobisCon questo libro l’autore intende illustrare le principali tappe del suo cammino al seguito della grande Mia Martini ritraendola più dal lato umano che da quello artistico e cercando essenzialmente di trasmettere al lettore le grandi emozioni che Mimì gli ha donato attraverso la sua straordinaria voce e la sua estrema sensibilità, ricordando curiosi aneddoti e documentando il tutto in oltre 60 pagine di fotografie inedite personalmente scattatele a partire dagli anni ’70.

 

  • Il caso Mia Martini di Giordano MarcelloIl libro è una ricostruzione e rielaborazione in chiave letteraria di una vicenda umana ed artistica così peculiare per copiosità ed intensità di atmosfere, sentimenti e testimonianze toccanti di sofferenze patite nello spirito e nella carne dalla sua protagonista. Le alterne vicende della carriera della cantante: dalla precoce vocazione infantile alle stagioni del duro tirocinio; dalla scoperta del suo singolare talento di interprete alla esplosiva affermazione pubblica al cospetto di una platea sempre più vasta e fedele a livello nazionale e internazionale; dalle ricorrenti battute d’arresto sino alla cupa fase dell’oblio ed alla successiva resurrezione e riconquista della scena.

 

  • Mia Martini. Il mio canto universale di Menico CaroliHo deciso di raccontare la storia artistica di Mia Martini mosso principalmente dal desiderio di rendere giustizia a un’artista che la stampa italiana non ha saputo rispettare, neanche di fronte alla morte. L’immagine che di lei è stata trasmessa alla gente mi e’ sembrata volgare, macchiata da mille inutili pettegolezzi. Persino i reportage sul suo funerale sono stati il trionfo del cattivo gusto e della cattiveria umana. Questa è stata l’ultima immagine che gli italiani hanno avuto di un’artista incomparabile come Mimì. Io non l’ho mai conosciuta personalmente (anche per ragioni anagrafiche: ero appena nato, nel 1972, quando vinse il Festivalbar con “Piccolo uomo”), ma penso di conoscere bene il suo repertorio discografico: sia quello edito (dal 1963 al 1994) che quello inedito, sul quale sto attualmente lavorando in collaborazione col maestro Maurizio Fabrizio. Da quando ho scoperto Mimì, nel 1989, ho cercato di recuperare tutto quello che è stato scritto su di lei. Ho costruito un grande archivio, con un’emeroteca vastissima (anche estera) e centinaia di registrazioni audio e video. Un patrimonio che custodisco gelosamente, come custodirei un quadro d’autore, un’opera d’arte. Questa base documentaria ha costituito lo stimolo per una ricerca più approfondita durata tre anni. Sono andato alla ricerca delle persone che hanno lavorato per lei e ho intervistato centinaia di “addetti ai lavori”, fra autori, musicisti, fotografi, persino i tecnici del suono. Ognuno con un ricordo assai diverso di Mimì. Una frase, però, prevaleva su tutte ed era quella che la definiva «un’artista eccezionale e una ragazza generosissima, uccisa dalla stupidità della gente». Portare avanti questo lavoro non è stato facile, ma ho potuto godere del sostegno di alcune preziose persone: dalla famiglia Bertè a un Ivano Fossati campione di disponibilità e calore umano. Il mio obiettivo, insomma, era quello di far conoscere Mimì per quello che è stata artisticamente, tralasciando, volutamente, ogni riferimento alla sua vita privata. Le recensioni dedicate fino ad oggi a questo libro danno ragione al mio intento e mi ripagano di tanta fatica, stimolandomi a difendere a oltranza la sua memoria.
Precedente #martedìgrasso - [David Copperfield] Successivo #martedìgrasso! - [La coscienza di Zeno]