#martedìgrasso! – [La coscienza di Zeno]

Ormai siete esperti! Ogni martedì ritorna la rubrica #martedìgrasso, la rubrica che condivide un ebook in formato PDF di una delle più importanti opere della Letteratura non più coperte da diritto d’autore e per questo considerate patrimonio dell’umanità. La condivisione di queste opere ha la finalità di avvicinare gli utenti al mondo dei Classici della Letteratura. Voglio ricordare, a tal proposito, che è fondamentale sostenere le librerie, grandi e piccole. Perciò, se questo libro vi è piaciuto,è giusto che lo compriate in formato cartaceo. Se arricchite la vostra libreria di capolavori come questo, avrete un patrimonio inestimabile! 

Oggi vi propongo La coscienza di Zeno, di Italo Svevo.

“La legge naturale non dà il diritto alla felicità, ma anzi prescrive la miseria e il dolore. Quando viene esposto il commestibile, vi accorrono da tutte le parti i parassiti e, se mancano, s’affrettano di nascere. Presto la preda basta appena, e subito dopo non basta più perché la natura non fa calcoli, ma esperienze. Quando non basta più, ecco che i consumatori devono diminuire a forza di morte preceduta dal dolore e così l’equilibrio, per un istante, viene ristabilito. Perché lagnarsi? Eppure tutti si lagnano. Quelli che non hanno avuto niente della preda muoiono gridando all’ingiustizia e quelli che ne hanno avuto parte trovano che avrebbero avuto diritto ad aver una parte maggiore. Perché non muoiono e non vivono tacendo? È invece simpatica la gioia di chi ha saputo conquistarsi una parte esuberante del commestibile e si manifesti pure al sole in mezzo agli applausi. L’unico grido ammissibile è quello del trionfatore”.

Protagonista del romanzo è Zeno Cosini, un uomo che vive della ricchezza della sua famiglia benestante senza aver bisogno di un’occupazione. L’opera si apre con una prefazione originale: è lo psicanalista di Zeno, il dottor S., che espone le origini del libro. Il dottor S. pubblica le memorie di Zeno per vendetta, per essere stato ferito nel suo orgoglio professionale dall’interruzione della terapia proprio nel momento in cui essa cominciava ad essere efficace. Le memorie contengono le menzogne e le verità della vita di Zeno, che costituiranno quindi il corpo del romanzo. Il protagonista è un inetto, travolto dal senso di inadeguatezza in tutti gli aspetti della sua vita. Incapace di prendere qualsiasi decisione, Zeno conduce la sua vita scialba schiavo del fumo e degli eventi che si susseguono senza che lui sia capace di gestirli: la morte del padre, il matrimonio di cui è poco convinto, i dolori immaginari. La coscienza di Zeno è un romanzo del tutto innovativo: si allontana dalla narrativa ottocentesca e dal filone del Verismo e introduce nella letteratura del Novecento il filone della narrazione sostenuta dalla psicoanalisi. Zeno non è assolutamente un eroe letterario, è il più inetto tra gli uomini soprattutto perchè ha consapevolezza della propria mediocrità, che riesce a sostenere grazie ad un elemento indispensabile: l’ironia. Ed è in ciò che si rinviene la grandezza di quest’opera. E’ l’ironia che sostiene tutta la narrazione che altrimenti sarebbe eccessivamente lenta e trascinata.

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Italo Svevo, vero nome Ettore Schmitz, nacque a Trieste nel 1861 e compì studi in Baviera e in Italia. Per vent’anni impiegato in banca, e poi in una ditta di vernici, coltivò per tutta la vita la vocazione letteraria. Fondamentale l’incontro nel 1905 con James Joyce. È una delle più importanti voci del Novecento europeo. Tra le sue opere: La coscienza di Zeno(1923), Una vita (1892), Senilità (1898), La novella del buon vecchio e della bella fanciulla (1930).

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