#martedìgrasso – [David Copperfield]

#martedìgrasso è la rubrica settimanale che regala a voi, lettori irresponsabili, un libro in formato PDF scelto tra le opere considerate patrimonio dell’umanità. La condivisione di queste opere ha la finalità di avvicinare gli utenti al mondo dei Classici della Letteratura. Voglio ricordare, a tal proposito, che è fondamentale sostenere le librerie, grandi e piccole. Perciò, se questo libro vi è piaciuto,è giusto che lo compriate in formato cartaceo. Se arricchite la vostra libreria di capolavori come questo, avrete un patrimonio inestimabile!

Oggi vi presento David Copperfield del grande Charles Dickens.

“Unico spiraglio di luce in tanta tristezza erano i miei libri; fui fedele a loro com’essi eran rimasti fedeli a me e li rilessi da cima a fondo non so quante volte”.

david-copperfield002David Copperfield è l’emblema del romanzo di formazione vittoriano. David, orfano di padre, vive una infanzia felice con la madre, ma questa poi si risposa con il signor Murdstone, un uomo crudele che la porta alla tomba. Privo di affetti, David sperimenta la dura scuola del maestro Creakle. Il patrigno gli impone un lavoro avvilente in un negozio di Londra. Disperato fugge a piedi a Dover, dove una zia, Betsey, accetta di occuparsi di lui. Lo manda a Canterbury, per educarlo, in casa del suo avvocato, padre di Agnes, una dolce fanciulla. Divenuto cronista parlamentare e conquistata anche fama letteraria, David sposa Dora che pochi anni dopo muore. Il giovane allora si accorge della dolce Agnes che sposa, dopo aver salvato il futuro suocero dalle trame del suo amministratore.

David Copperfield è un capolavoro indiscusso nella storia della letteratura. I personaggi di questo romanzo sembrano reali:  il viscido e meschino Uriah Heep, l’intelligente e paziente Agnes, la sciocca e tenera Dora, la tenace e simpaticissima zia Betsy, l’affascinante, immorale e infido James Steerforth, la tormentata, perspicace e appassionata Rosa Dartle, l’affidabile e volenteroso Tommy Traddles, la debole e “perduta” Emily, la pentita e redenta Martha Endell. Sono tutti personaggi nei quali è possibile immedesimarsi o rinvenire nostri conoscenti. Le vicende sono coinvolgenti e commoventi, appassionano e fanno sperare, gioire, divertire e crescere insieme ai protagonisti.  E’ una lettura che non può assolutamente mancare nella formazione dei ragazzi, perchè fornisce tanti spunti di riflessione su temi importanti e di grande sensibilità, nè nel bagaglio culturale degli adulti, affinchè trovino valori e pensieri che hanno perso.

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dickens-1_2794642kCharles John Huffam Dickens è stato uno scrittore, giornalista e reporter di viaggio britannico. I nonni paterni erano stati domestici presso famiglie della nobiltà; il nonno materno, colpevole di appropriazione indebita, s’era sottratto all’arresto con la fuga. Nel 1824 il padre, un modesto impiegato con gusti e abitudini superiori alle sue possibilità, fu rinchiuso per debiti nelle carceri londinesi di Marshalsea e il piccolo Charles, interrotti gli studi, venne messo a lavorare per sei mesi in una fabbrica di lucido per scarpe. Questa precoce esperienza di miseria, umiliazione e abbandono (anche dopo la scarcerazione del padre, la madre aveva insistito perché Charles continuasse a lavorare) lo segnò in modo irreparabile. Dopo un’istruzione sommaria, lavorò come commesso in uno studio legale, poi come cronista parlamentare e collaboratore di giornali umoristici. Finché con Il Circolo Pickwick il ventiseienne Dickens diventò di colpo uno scrittore di successo. La sua popolarità aumentò con i romanzi successivi, che uscivano a dispense mensili, con le conferenze, gli spettacoli teatrali da lui organizzati (vi si esibiva anche come attore). Nel 1846 fondò un quotidiano, il «Daily News», che durò meno di un anno; dal 1850 al 1859 diresse il settimanale «Household Words». Innamoratosi della giovanissima Ellen Ternan, nel 1858 Dickens si separò dalla moglie, dalla quale aveva avuto dieci figli; ma la nuova relazione non fu fortunata. Se Dickens ha conosciuto in vita e fino ai giorni nostri una popolarità straordinaria, la sua fortuna critica è stata invece discontinua. La reazione antivittoriana finì spesso per confondere anche l’opera di Dickens tra le tipiche espressioni della società che essa rifiutava. La successiva rivalutazione non è mai stata immune, specie da parte della critica accademica, da riserve più o meno ampie. L’opera di Dickens non è certo esente da difetti, in parte riconducibili al superlavoro cui lo costringevano le ferree scadenze editoriali e il suo bisogno di essere sempre a contatto con il suo pubblico. Eppure, nonostante la mancanza di misura, gli errori di gusto, gli eccessi patetici e moralistici, Dickens è il maggior narratore inglese del suo secolo e tra i massimi di ogni paese. Dickens creò una nuova forma letteraria, il romanzo sociale, nel quale fuse e sviluppò due grandi filoni della narrativa inglese: la tradizione picaresca di Defoe, Fielding e Smollett e quella sentimentale di Goldsmith e Sterne. Egli tuttavia esplorò i generi più diversi, dal racconto di fantasmi a quello poliziesco, dal romanzo umoristico alla satira di costume.

 

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